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Concordia. Comune e Autorità portuale mobilitate per la demolizione a Civitavecchia

22 marzo 2013

La questione della Costa Concordia, dopo le rivelazioni riguardanti le forti perplessità del Capo della Protezione Civile Franco Gabrielli, sale agli onori nazionali anche sulla stampa dando di fatto ragione e sostenendo a quanto, ormai da settimane, il Sindaco Tidei sta affermando ed esponendo sulla demolizione del relitto delle Costa Crociere, che giace ancora sugli scogli dell’isola del Giglio.

Il Sindaco Pietro Tidei ed il Presidente dell’Autorità portuale Pasqualino Monti, da parte loro, hanno nuovamente posto all’attenzione delle Istituzioni nazionali la situazione con una lettera inviata al Presidente del Consiglio e ai Presidenti di Camera e Senato.

E a dar sostegno alle tesi del Pincio si deve rilevare il sempre più crescente numero di consiglieri regionali, deputati e senatori, oltre alla posizione “anti Piombino” di tre organizzazioni no profit di grande importanza come Mare vivo, il WWF e Greenpeace, che vedono l’eventuale scelta Civitavecchia decisamente più adeguata e consona rispetto a quella di Piombino che non ha nessuna delle infrastrutture necessarie all’accoglimento della nave.

A tal proposito è importante dire che sia l’Autorità portuale che il Comune stanno mettendo in atto piani strategici per l’eventuale ricezione del relitto della Concordia a Civitavecchia.

L’Autorità portuale sta preparando il piano per l’accoglimento della nave mentre sul versante operativo delle aziende si è costituito un consorzio denominato Marine Global Service che sta predisponendo il progetto di fattibilità per la demolizione e lo smaltimento dei materiali, affidato ad un importante studio ingegneristico.

Appare scontato il fatto che, qualora fosse accolta la proposta presentata, si darebbe un sollievo importante all’occupazione locale, prevedendo le operazioni di demolizione l’impiego di almeno 200 unità lavorative almeno per due anni.

Inoltre, va da se che l’accoglimento della Concordia, sarebbe il viatico per la costruzione di un bacino di carenaggio già presente nei piani del Comune e dell’Autorità Portuale.

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