Comitato Tidei: “Dai rubinetti acqua e non demagogia!”

25 marzo 2014
“L’acqua è come l’aria. E’ un bene fondamentale per la vita. E’ pubblico per definizione. Nessuno può possedere l’acqua coì come nessuno può possedere l’aria. Vi sono però alcune differenze, almeno due, che non possono essere ignorate: l’acqua non è in ogni luogo ed è limitata nella sua quantità.
Il Consiglio Regionale del Lazio ha affermato, senza timidezze o ambiguità, il carattere pubblico dell’acqua. Noi, che siamo parte essenziale della maggioranza che governa la Regione, siamo convinti che questa sia la scelta giusta.
Questa deliberazione è gravida di conseguenze. A beneficio anche di chi ne parla molto sulla stampa, senza averla letta, ne ricordiamo alcuni aspetti centrali:
  • Definizione di nuovi Ambiti Territoriali Ottimali e bilancio idrico;
  • Report annuale sulle perdite nelle reti di distribuzione;
  • Fondo per la ri-pubblicizzazione;
  • Fondo di solidarietà internazionale
La legge Regionale inoltre attribuisce agli amministratori la responsabilità, di individuare  le modalità gestionali più adeguate.
Noi pensiamo che l’acqua debba essere garantita in quantità sufficiente ad ogni cittadino; che debba essere di buona qualità e ad un costo che tenga conto dei consumi e delle fasce sociali.
Cosa che oggi non avviene in quanto abbiamo una rete idrica che perde acqua da tutte le parti, che la qualità dell’acqua lascia a desiderare in quanto la captazione avviene a valle del depuratore di Canale Monterano. Il tutto con una perdita di oltre 3 milioni di euro l’anno a carico dei cittadini.
Per sostenere che l’acqua è un bene pubblico, come tutti vorremmo, si debbono realizzare almeno due condizioni fondamentali: la prima è la disponibilità del bene; la seconda è la sua fruibilità. Cioè portare acqua buona nelle case di tutti i cittadini, tutti i giorni dell’anno, e porre le condizioni affinché nessuno, per alcuna ragione, possa essere escluso dal suo uso. Questo è concretamente garantire che un bene primario sia nella piena disponibilità di tutti e quindi pubblico.
Non ci presteremo ad una caccia al voto armati del fucile della demagogia.
Lasciamo volentieri ad altri l’esercizio della mistificazione, dell’insulto e di una politica urlata ma priva di ogni contenuto e lontana dagli interessi quotidiani delle persone.
Abbiamo un programma da portare avanti. Un progetto per la città che avevamo condiviso con altri nel 2012.
Noi abbiamo avviato quelle trasformazioni. Noi le porteremo a termine.”

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