Comitato acqua pubblica Civitavecchia a Ciampino

9 febbraio 2014

Una delegazione del Comitato Acqua pubblica di Civitavecchia il 7 febbraio ha partecipato
al Consiglio Comunale aperto convocato dall’amministrazione del comune di Ciampino per
sostenere la proposta di legge regionale n.31 per la gestione pubblica e partecipata
dell’acqua, promossa dai comitati con la sottoscrizione di 40.000 cittadini e sostenuta da
39 consigli comunali.
Sono intervenuti nel dibattito, oltre al Presidente del Consiglio Comunale e al Sindaco di
Ciampino, alcuni consiglieri regionali, amministratori di Ciampino, Corchiano, Ladispoli,
Anguillara, Aprilia, il presidente della Commissione ambiente del comune di Roma,
rappresentanti del Forum acqua pubblica del Lazio ed esponenti dei comitati cittadini
provenienti da tutta la regione.
Da tutti gli interventi è emersa la totale contrarietà alla delibera di giunta n°40 del 28
gennaio 2014 che, nello stilare le linee guida per una legge regionale sulla gestione del
servizio idrico, contravviene completamente i principi della legge di iniziativa popolare, sia
nel merito che nel metodo.
In particolare il Sindaco di Corchiano Bengasi Battisti e la rappresentante del Forum
dell’acqua del Lazio Simona Savini hanno ribadito che i contenuti della nuova legge non
possono prescindere dal ribadire che la gestione del servizio idrico integrato è
sottratta al principio della libera concorrenza e realizzata senza finalità lucrative,
per cui deve essere fatto esplicito riferimento a modelli di gestione di diritto
pubblico (come consorzi o aziende speciali).
E’ inaccettabile inoltre l’istituzione di un ATO unico regionale, che impedisce una effettiva
partecipazione dei cittadini e dei consigli comunali alla gestione del servizio idrico.
La proposta di legge, il cui avvio di discussione sconta già ritardi, come è stato denunciato
la settimana scorsa nel presidio dei comitati tenutosi presso la Regione, in base allo
statuto regionale, dovrà essere messa in approvazione entro il prossimo 25 marzo;
qualora ciò non accada Il Presidente della Regione dovrà indire il previsto referendum
popolare..
A conclusione dei lavori i partecipanti hanno concordato un ordine del giorno che verrà
presentato per l’approvazione ai consigli comunali sostenitori della proposta di legge, in
cui si chiede la revoca della delibera di giunta n.40 e l’istituzione di un tavolo tecnico
a supporto dell’iter di approvazione della legge, che dovrà procedere, nei tempi e
dei modi previsti dallo statuto regionale, nel rispetto rigoroso della volontà
popolare espressa dal referendum.

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