Codacons. Emissioni CO2 vanno ridotte del 40%

17 gennaio 2014

La Commissione europea entro il 22 gennaio dovrà prendere decisioni importantissime e rendere pubblico un «pacchetto competitività», cioè quattro comunicazioni su energia (Günther Oettinger), industria (Antonio Tajani), cambiamenti climatici (Connie Hedegaard) e «shale gas» (Janez Potocnik).

Si tratta di decisioni importanti per la salute dei cittadini poiché la riduzione della CO2 e la possibilità , invece, di elevare la quota di energia rinnovabile al 2030 rappresenta il reale obiettivo di garanzia della salute e dell’ambiente.

Tuttavia qualcuno afferma che tale limite potrebbe mettere in crisi le società, dimenticando i danni che produce l’esposizione a sostanze inquinanti oltre, poi, alla difficoltà di effettiva misurazione tramite modelli previsionali corretti, come accade nel caso della centrale a carbone di Civitavecchia ove alle dichiarazioni di rispetto dei limiti di emissione non sembra corrispondere una effettivo abbattimento delle sostanze nocive con conseguente esposizione degli abitanti a sostanze pericolose non ultima la radioattività sprigionata dalla combustione. in tal senso il CODACONS insieme ad alcuni cittadini ha presentato ricorso dinanzi al T.A.R. Lazio sez. III perchè venga annullato il decreto che ha rinnovato l’autorizzazione per l’esercizio della centrale termoelettrica di Torrevaldiga Nord oltre a prevedere un incremento di consumo di carbone.

Naturalmente il CODACONS ritiene che l’abbattimento dell’inquinamento debba discendere dalla riduzione del consumo di CO2 a favore di energie alternative rispetto alle quali il nostro Paese appare ancora non sufficientemente equipaggiato in termini di predisposizione politica ed economica attraverso incentivi che assicurino investimenti a lungo termine nell’energia pulita.

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