Cgil: “Apriamo una nuova fase per Hcs e per il lavoro nel territorio”

6 marzo 2013

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento della Cgil su Hcs.

“L’entità e la gravità dei problemi connessi al lavoro, nel territorio di Civitavecchia, necessitano di una “nuova fase” nella quale, amministrazione comunale, forze sociali, grandi attori economici del territorio, si attivino insieme per trovare soluzioni, scongiurando l’esplosione di un gravissimo e incontrollabile “conflitto sociale” che travolgerebbe tutto e tutti.

La questione più preoccupante, per dimensione e complessità, è quella connessa al futuro delle municipalizzate di Civitavecchia.

Nei due mesi di proroga, appena concessi dal Giudice fallimentare, occorrerà presentare un piano credibile di ripianamento dell’impressionante debito di HCS.

Contestualmente occorre definire un Piano Industriale finalizzato al rilancio, alla riorganizzazione e alla riqualificazione dei servizi pubblici locali.

Dal mese di dicembre dell’anno passato ai sacrifici chiesti ai lavoratori – con l’applicazione della cassa integrazione in deroga – non è stato corrisposto quell’impegno, assunto dall’amministrazione comunale, ad operare, attraverso un costante confronto con le OO.SS., per mantenere il carattere pubblico nel governo dei servizi, garantendo l’occupazione in essere.

Le divisioni all’interno della maggioranza del consiglio comunale hanno finora determinato l’assenza di scelte per il futuro delle municipalizzate, avvicinando il rischio del definitivo fallimento delle stesse con il possibile trascinamento verso il dissesto finanziario anche del Comune.

Uno scenario impressionante che, se sciaguratamente dovesse verificarsi, determinerebbe ricadute violentissime sull’occupazione e sui cittadini civitavecchiesi.

Nel mentre tra i lavoratori e le lavoratrici delle municipalizzate sta montando una legittima protesta alimentata dalle modalità con le quali è stata gestita la “cassa integrazione a rotazione” e dal fatto che è stato disposto di non anticipare, da questo mese, le competenze INPS sulla cassa integrazione, provocando – soprattutto per i redditi bassi – situazioni socialmente insopportabili.

Soprattutto i lavoratori lamentano il come, malgrado i loro sacrifici, non si intravede nessuna soluzione che davvero possa rassicurare per il futuro dell’occupazione.

In questo clima, dopodomani, andremo a tenere un’assemblea dove ci verrà chiesto di mettere in campo tutte le iniziative necessarie per pretendere risposte e soluzione ai problemi. Molto probabilmente si aprirà una fase di agitazione e di conflitto.

Ed è anche per questa ragione che l’amministrazione comunale dovrebbe, a mio modo di vedere, convocare – il prima possibile – un tavolo ampio di concertazione.

L’entità del debito di HCS e del deficit sulla spesa corrente delle municipalizzate impongono soluzioni straordinarie.

Ritengo sbagliata quella della vendita per fare cassa, liberando il Comune dall’onere economico riferito al governo e alla gestione dei servizi locali. Sbagliata politicamente perché priverebbe il pubblico della funzione di programmazione, indirizzo e controllo su servizi universali. Inaccettabile sindacalmente in quanto rappresenterebbe la base per una drastica riduzione del personale attraverso licenziamenti collettivi.

L’altra strada è quella di indicare soluzioni capaci di rilanciare e ampliare l’attività delle Società, partecipate e controllate dal Comune, anche in altri campi ed in altre sfere. Per questo si impone un confronto ampio con tutte le forze sociali e i grandi attori economici del territorio (Autorità Portuale, ENEL, Tirreno Power e lo stesso Italcementi che ha lasciato nel territorio un’eredità pesante) che non possono girarsi dall’altra parte, perché una eventuale esasperazione e drammatizzazione del conflitto travolgerebbe tutto e tutti.

In buona sostanza penso che sia necessario, nella fase, dare un senso al Tavolo Territoriale per il Lavoro e lo Sviluppo, provando – rapidamente – a trovare soluzioni per il futuro del lavoro dei dipendenti delle municipalizzate e, più complessivamente, per mettere in campo idee e proposte finalizzate allo sviluppo e alla ripresa economica del territorio, rispondendo in questo modo alla vera e propria emergenza occupazionale che da troppo tempo sta affliggendo il nostro territorio”.

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