Cerveteri. Un nuovo piano per l’edilizia popolare ed economica

15 febbraio 2014

Un altro impegno del programma elettorale dell’Amministrazione Pascucci è approdato ieri in Consiglio comunale ricevendo il voto favorevole della Maggioranza e di larga parte dell’Opposizione. Questa volta sul piatto della bilancia l’opportunità di realizzare un piano di edilizia economica e popolare che risponda concretamente alle esigenze della popolazione. L’atto ha recepito nel corso della discussione consiliare due emendamenti, uno presentato dal Sindaco e uno presentato dal Consigliere comunale Lamberto Ramazzotti. “Come promesso – ha annunciato il Sindaco di Cerveteri Alessio Pascucci – abbiamo revocato il vecchio piano di 167 licenziato dalla passata amministrazione e contestualmente abbiamo dato mandato al nostro Dirigente dell’Area III ‘Uso e Assetto del Territorio’ arch. Adalberto Ferrante, di redigere il nuovo piano che porteremo in Aula a brevissimo. L’incarico, ci tengo a sottolinearlo, è stato conferito senza nessun costo aggiunto per il nostro Ente, diversamente da quanto fatto negli anni passati quando lo stesso incarico veniva conferito ad un tecnico esterno con esborsi ingentissimi”. La legge n. 167 del 18 aprile 1962 è finalizzata alla realizzazione di abitazioni di cosiddetta edilizia economica e popolare. Non si tratta di case popolari, ma di immobili realizzati dalle Cooperative con contributi pubblici e quindi con prezzi più bassi rispetto a quelli di mercato. “In un momento storico come questo – ha detto Pascucci – diamo una risposta concreta a quelle famiglie, purtroppo sempre più numerose a Cerveteri, che non riescono più ad affrontare i prezzi del mercato immobiliare, ed in generale diamo uno stimolo per il calmieramento dei prezzi di mercato”. “Il vecchio piano – ha spiegato Pascucci – prevedeva la realizzazione di ben 278.300 metri cubi per un insediamento che avrebbe riguardato circa 2.800 nuovi residenti. Non solo: in contrasto con la Legge di riferimento, gli insediamenti erano distribuiti ‘a macchia di leopardo’ in tutto il territorio comunale, individuando ben 7 zone quasi tutte dislocate in aree di campagna. Non so con quale logica siano stati scelti questi terreni: di certo non nell’interesse della città o di uno sviluppo armonico. Pensare di calare centinaia di metri cubi in prossimità dei borghi rurali significa violentare il nostro già provato territorio”. “Le indicazioni che l’Amministrazione comunale ha dato al Dirigente per il nuovo piano prevedono una drastica riduzione dei metri cubi, da valutare considerando le reali esigenze della città. Inoltre, le aree devono essere individuate, come prevede la Legge, in prossimità della fascia urbana e certamente non nelle campagne. Un piano non invasivo, quindi, più a dimensione umana e più commisurato alle reali esigenze della popolazione, servito dalle arterie principali della viabilità e dai servizi fondamentali. Inoltre, la concretizzazione del nuovo insediamento edilizio andrà a certo beneficio di tutta l’area urbana limitrofa, giacché prevede il reperimento di standard urbanistici molto alti quali aree verdi, spazi comuni e una viabilità potenziata”.

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