Centro trasfusionale, Asl Rmf: “incontro chiarificatore con l’Avis”. Ma l’associazione mette in guardia sui rischi della chiusura

18 gennaio 2014

Dopo le polemiche e le preoccupazioni dei giorni scorsi, si è svolta una riunione tra Asl Roma F e Avis per affrontare la questione del Centro Trasfusionale dell’ospedale San Paolo. “Un incontro chiarificatore”, secondo l’azienda sanitaria, con il direttore generale Giuseppe Quintavalle che ha ribadito l’impegno ad ottenere garanzie irrinunciabili dalla Regione per aderire attraverso un’apposita convenzione al nuovo sistema a “rete” per la gestione del sangue nel Lazio. “La situazione venutasi a creare dopo le recentissime nuove disposizioni regionali in materia – si legge nella nota diramata dalla Asl Roma F – è stata illustrata ai presenti dalla presidente dell’Avis Nicoletta Iacomelli, che ha posto alcuni interrogativi concreti ai vertici della Roma F su come e cosa cambierà nella funzionalità dello storico Centro Trasfusionale di Civitavecchia. La presenza per la Asl del direttore generale Quintavalle e del direttore sanitario del San Paolo Arena ha testimoniato, ove ce ne fosse bisogno, l’estrema attenzione che la direzione aziendale ha riservato da tempo ai destini del Centro, tanto da far mettere in cantiere sin dallo scorso giugno una nuova sistemazione della struttura nell’ex reparto di rianimazione e che, comunque vadano le cose, rimane confermata nel progetto originario. Il direttore generale ha tranquillizzato i presenti su quanto si sta facendo anche in questa circostanza per garantire al Centro tutta la dignità e la collaborazione che merita.
Ha confermato inoltre che ancor prima della riunione del 21 gennaio prossimo con l’Azienda Ospedaliere San Filippo, che diventerà il Centro di Riferimento della nostra Asl, la Regione Lazio sarà informata di quali garanzie irrinunciabili avrà bisogno la Roma F per aderire attraverso una apposita convenzione al nuovo sistema a ‘rete’ per la gestione del Sangue nel Lazio, sistema che era nei programmi della Servizio Sanitario Regionale sino dalla metà degli anni 2000, per adeguare l’intero ciclo dei Servizi Immuno Trasfusionali ai più moderni e sicuri standard europei.
Il consigliere regionale Gino De Paolis, anch’esso presente all’incontro, ha messo a disposizione tutto il suo impegno presso il presidente della Regione Zingaretti per soluzioni che non penalizzino in alcun modo la realtà socio sanitaria civitavecchiese”. “La copertura dei fabbisogni di sangue per le emergenze dell’intera azienda – ha dichiarato Quintavalle al termine dell’incontro – sarà ampiamente garantita e verificata nel tempo, supportata da una seria analisi dei fabbisogni di sangue già preventivabili e di quelli potenzialmente possibili: nessuna chiusura quindi ma una più efficiente riorganizzazione del settore secondo un modello di ‘rete’ che risponde ai nuovi modelli regionali. All’incontro del 21 per la definizione delle modalità operative della sinergia con il San Filippo – ha proseguito il nuovo direttore generale della Asl Roma F – sarà presente anche la dottoressa Iacomelli proprio per sottolineare la trasparenza delle nostre decisioni e degli atti che adotteremo. Ai volontari dell’Avis ho dato infine appuntamento ad un prossimo incontro che organizzeremo subito dopo la definizione dei termini della Convenzione, nel quale saranno illustrati sia i dettagli dell’accordo sia il progetto esecutivo di sistemazione definitiva del nuovo Centro Raccolta, che offrirà ambienti spaziosi e moderni adeguati alla dignità ed all’importanza anche storica dell’operato dei volontari dell’Avis nella città. Alla riunione del 21 – ha annunciato Quintavalle – saranno presenti anche esperti di settore della Regione Lazio, con i quali in questi giorni siamo stati costantemente in contatto con l’intento condiviso di tarare questo nuovo corso alle nostre obiettive necessità operative”. Le rassicurazioni della Asl Roma F sulla situazione del Centro Trasfusionale non convincono però l’Avis, che in una nota invita volontari e cittadini a partecipare ad una riunione organizzata per lunedì alle 18 in Compagnia Portuale. Secondo l’associazione “sono a rischio gli interventi in emergenza e di routine, le assistenze ai malati e tutta la sanità locale”. L’Avis sostiene che “il sangue donato a Civitavecchia verrà portato al San Filippo Neri, dove sarà lavorato e riconsegnato a Civitavecchia soltanto per le necessità, con tutti i rischi per i tempi di percorrenza e per le urgenze”

Commenti

commenti