Centro trasfusionale a rischio, sindacati sul piede di guerra

15 gennaio 2014

C’è grande preoccupazione sul futuro del centro trasfusionale Avis di Civitavecchia. L’indiscrezione che circola da alcuni giorni circa la possibile chiusura del laboratorio all’interno dell’ospedale San Paolo sta creando infatti più di un malumore tra cittadini e addetti ai lavori. In attesa di una presa di posizione da parte dell’Avis, che non ha ancora confermato o smentito ufficialmente le voci a riguardo, si registra invece il preoccupato intervento firmato Rsu della Asl Roma F e Cgil, Cisl e Uil, che definiscono molto grave la vicenda. Le preoccupazioni dei sindacati riguardano soprattutto lo scenario che si aprirebbe con l’eventuale chiusura del centro trasfusionale, considerato che la più vicina delle altre strutture attrezzate per le “emergenze sangue”, dista almeno 100 chilometri da Civitavecchia. “È un atto drammatico e grave” sottolineano i sindacati, che puntano il dito contro le istituzioni accusandole di scarsa attenzione nei confronti di territorio e salute dei cittadini. Per la Rsu dell’azienda, qualora venisse confermata la chiusura, si tratterebbe di un provvedimento incomprensibile “considerato – ricordano i sindacati – che una sanità che funzioni ha bisogno di tempi di intervento sempre più brevi”. Non solo, perché nell’intervento la Rsu ricorda l’elevato tasso di incidenti a Civitavecchia, per via della centrale e del porto, in cui transitano quotidianamente migliaia di turisti. “Per questo motivo – concludono le organizzazioni sindacali – dobbiamo fare di tutto per impedire una nuova decisione penalizzante per il nostro territorio dal punto di vista sanitario”. Una questione che i sindacati hanno deciso di porre all’attenzione in primis del Governatore del Lazio Nicola Zingaretti, al quale chiedono la revoca immediata del provvedimento, ma anche alle altre istituzioni locali, affinché si facciano carico della problematica. Poi un appello anche ai comuni cittadini perché si attivino in prima persona, analizzando le drammatiche conseguenze per tutti che deriverebbero dalla chiusura del centro trasfusionale dell’Avis.

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