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Centro-destra: qual è quello vero?

26 marzo 2014

Cosa sta succedendo al centro-destra? Normale chiederselo, anche perché le alchimie politiche che hanno prodotto la doppia candidatura di due quarantenni mai transitati per i palazzi della politica (Andrea D’Angelo da una parte, Massimiliano Grasso dall’altra) già di per sé rappresenta un rompicapo a chi non è addentro alle vicende che hanno portato a questa novità, in un momento di grande debolezza del centro-sinistra. Nei fatti, si è trattato di una spaccatura vissuta soprattutto per l’intenzione di rivolgersi a due alvei politici differenti: da un lato, la rinnovata Forza Italia ha con forza indicato un progetto di centro-destra, ad ampio respiro e a lunga gittata. Ricreare comunque una classe dirigente in una città dove, tra mancato ricambio generazionale e oggettivi errori, questa è stata distrutta, e farlo a prescindere dal momento elettorale, anzi approfittando di esso. Dall’altra parte c’è invece una riedizione delle Larghe Intese, con un forte aroma di salsa portuale, cambiando magari gli uomini più in vista e riproponendo il progetto del quale il maggiore e più prestigioso rappresentante è stato Gianni Moscherini, il cui principale obiettivo strategico è quello di rafforzare il ruolo dell’Autorità Portuale sulla scena politica. Ovviamente ciò ha causato un terremoto: Forza Italia non ha avuto in tal senso particolari problemi, in quanto ha saputo ritagliarsi da subito, grazie al suo progetto, l’antica centralità e anche la capacità di aggregazione: adesioni alla candidatura di D’Angelo arrivano ormai ogni giorno, ma restano significative quelle di Patrizio Carraffa e Giancarlo Frascarelli, che hanno abbandonato il Nuovo Centro Destra ai suoi tentennamenti aderendo al progetto azzurro. Proprio il partito che ha in Alfano il vertice nazionale è stato quello più danneggiato da questa vicenda. Fatti salvi Attilio Bassetti e Simona Galizia, pretoriani locali di Andrea Augello e della sua compagna Roberta Angelilli, di personaggi in vista in quel partito è rimasto soltanto Sandro De Paolis. Caso, quest’ultimo, particolarissimo: è stato per due giorni l’uomo designato da Forza Italia per cercare, in un disperato tentativo di mantenere l’unità del centro-destra, l’accordo con il Ncd. Se l’operazione è saltata, ciò è avvenuto per la scelta romana del suo partito di sostenere comunque Grasso (anche e soprattutto a dispetto del suo stesso uomo, cioè De Paolis), con la “preziosa” collaborazione di un articolo uscito dal network editoriale dello stesso Grasso, che ne ha “bruciato” la candidatura. Ebbene oggi De Paolis è a braccetto di Grasso. Ecco, queste sono le uniche vere alchimie politiche davanti alle quali è impossibile dare una spiegazione…

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