centri sociali

Centri sociali: “Pronti a chiudere”

16 gennaio 2014

“Siamo pronti da subito a riconsegnare le chiavi dei nostri centri al Commissario Prefettizio e chiuder cosi i nostri circoli”. Cosi si sono espressi all’unisono i tre presidenti dei centri sociali cittadini contro la decisione del Commissario di attivare il nuovo regolamento comunale che di fatto obbliga i centri a rivedere il piano economico viste le richieste dei canoni di locazione, utenze ed altre gabelle fiscali come l’onere del revisore dei conti a proprio carico. Il rischio concreto è che tra pochi giorni, se il Commissario non rivede subito questa decisione, oltre 1500 anziani non potranno più frequentare i centri sociali cittadini. “ Siamo stati equiparati alle associazioni o enti privati, senza tenere conto che invece noi svolgiamo da sempre un’azione sussidiaria ai servizi sociali:ribadiscono sussidiaria all’Amministrazione Comunale e che pertanto non possiamo e dobbiamo provvedere da soli al mantenimento delle nostre strutture” Questo l’esordio in conferenza stampa di Antonella Romeo del Centro “Giuseppa Ledda” che poi aggiunge:” Sulla questione del revisore dei conti, poi, si rasenta l’incredibile con il controllato che paga il controllore:giusto controllare ma non si considera che i centri vivono solo delle quote sociali degli iscritti e che tutti noi facciamo volontariato”. In effetti questa voce del revisore potrebbe essere tranquillamente coperta dai professionisti che già svolgono questa mansione per il Comune. Sul regolamento, poi, va segnalato che lo stesso era da considerarsi una bozza proposto dall’assessorato e sulla quale i Centri aveva già espresso dubbi e richiesto un incontro per definire le questioni in essere:poi la crisi e la caduta della giunta Tidei ed ora il Commissario che la mette in atto. “A questo punto –dichiara l’avvocato Daniele Barbieri, rappresentante dei 3 centri cittadini- chiederemo la sospensione dell’atto al Commissario prefettizio in considerazione del fatto che tra i suoi compiti non sono contemplate la possibilità si prendere ed adottare atti di valore strategico come questo che sicuramente lo è”. In ultimo i presidenti hanno rimarcato la questione contributi economici. “Non abbiamo ancora visto un centesimo di quelli del 2013 –sottolinea Silio Patuzzi del centro Chenis – e comunque abbiamo dovuto fa fronte a tutti le spese programmate anche in funzione del contributo promesso. Ora per il 2014 (sono stai stanziati in totale 35.000 euro per i 3 centri), nonostante le rassicurazioni non sappiamo nulla:cosi diventa impossibile programmare la gestione dei circoli.

Commenti

commenti