Carceri, tra affollamento e rieducazione

23 marzo 2013

Grande successo per il convegno organizzato giovedì pomeriggio, presso il carcere di via Tarquinia dall’associazione Avvocatura Indipendente per la Giustizia. Il tema del convegno era tutto incentrato sul problema delle carceri italiane in generale, ma anche sui due istituti civitavecchiesi. Carceri che, come noto, oltre a presentare strutture spesso vetuste ed in condizioni pessime, accolgono al proprio interno una popolazione carceraria ben più ampia di quella possibile, con tutti i problemi che ne conseguono.

Tra i presenti, oltre al presidente di Avvocatura Indipendente per la Giustizia, l’avvocato Antonio Maria Carlevaro, le direttrici dei due penitenziari di Civitavecchia Sergi e Bravetti, il sindaco di Civitavecchia Pietro Tidei, l’avvocato Pietro Messina presidente della Camera Penale di Civitavecchia, ma anche gli avvocati Cesare Gay e Cinzia Gauttieri della Camera Penale di Roma.

Un incontro che ha portato alla luce, ancora una volta, la grave situazione in cui versano le carceri italiane, anche per colpa di una legislazione troppo spesso confusionaria.

“Assistiamo troppo spesso – ha fatto notare l’avvocato Carlevaro – a situazioni che definire drammatiche è sicuramente poco. Buona parte della popolazione carceraria è quella che si definisce in attesa di giudizio.

Ovvero persone che non sono state condannate ma sono in atteso del processo. In un paese democratico sono situazioni che non è possibile tollerare”. Un tema scottante che mette in luce anche le “pecche” di un sistema dove mancano gli agenti di Polizia Penitenziaria e dove non è possibile portare avanti alcun programma di recupero per chi è detenuto. Ma non mancano le eccezioni tra cui proprio il carcere di via Tarquinia dove si sono stanno portando avanti alcuni progetti di integrazione, possibili solo perchè la presenza di detenuti è comunque limitata.

“Ma c’è bisogno di un cambiamento radicale – ha fatto notare il sindaco Pietro Tidei, autore di un libro inchiesta proprio sul sistema carcerario – che deve partire dalle norme del codice di procedura Penale e dalle misure cautelare.

Le nostre carceri scoppiano e si rischia veramente di alimentare delle grosse tensioni sociali”. Insomma un convegno interessante a cui hanno preso parte non solo professionisti del settore, ma anche diversi cittadini. Un successo per la prima uscita della neonata associazione di avvocati che vuole portare avanti, anche per il futuro, diverse iniziative culturali.

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