Battilocchio ritorna dalla visita al popolo Saharawi

3 febbraio 2014

Ha fatto ritorno in Italia la delegazione  guidata da Alessandro Battilocchio che, dopo aver incontrato ad Algeri l’Ambasciatore Michele Giacomelli, si è recata nei campi profughi del Sahara Occidentale, su invito del Governo locale. Il gruppo ha incontrato il primo Ministro della Repubblica Araba Saharawi Democratica, Abdelkader Omar, amico personale di Battilocchio,  che ha presentato in maniera ufficiale lo stato dei decisivi negoziati internazionali sull’autodeterminazione portati avanti in loco, proprio in queste settimane, dall’inviato Onu Christopher Ross. Importanti anche gli incontri con diversi Ministri, con i Governatori delle Regioni di Smara,  Auserd ed Ayoun e le manifestazioni organizzate nei Comuni con le Amministrazioni locali. Il gruppo, giunto presso l’aeroporto militare di Tindouf, ha voluto soggiornare presso famiglie nei campi profughi, visitando scuole, ospedali e vari progetti di cooperazione internazionale. Particolarmente significativo il momento ufficiale presso la Regione di Smara: grazie alla sensibilità del campione del Barcelona, Andres Iniesta, che ha collaborato per l’occasione con Battilocchio regalando una maglia, sono stati donati pannelli fotovoltaici all’ospedale pediatrico locale. Battilocchio ha anche portato negli istituti saharawi disegni e lavoretti provenienti da scuole del comprensorio di Civitavecchia, come segno di un ponte di amicizia e solidarietà attivo ormai da molti anni, soprattutto attraverso la presenza dal 1999 dei “piccoli ambasciatori di pace”, bambini saharawi che trascorrono alcune settimane in Italia per accertamenti medici e per relax estivo. “I Saharawi non vogliono aiuti ma vogliono tornare a casa loro”, ha dichiarato Alessandro Battilocchio al ritorno.”La vicenda – ha aggiunto – dopo 40 anni di violazioni del diritto internazionale, potrebbe essere ad una svolta ed i colloqui con l’Onu, presente attraverso la missione internazionale Minurso, confermano questa impressione. La libertà è il bene più importante che esiste, in Italia come in ogni angolo del mondo. Bisogna proseguire la mobilitazione politica per aiutare la risoluzione di questa vicenda facendo prevalere le ragioni del diritto all’autodeterminazione, riconosciute dalla stragrande maggioranza della comunità internazionale”.

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