Asl Roma F. Nessun allarmismo per il caso di tbc alla materna di Ladispoli

18 febbraio 2014

Il Servizio Igiene Pubblica della ASL ROMA F mantiene un controllo accurato sulle procedure messe in campo ed esclude potenziali pericoli per gli altri bambini e per i loro familiari.

“La scorsa settimana – conferma la Responsabile del Servizio Sanitario – è pervenuta una segnalazione di un caso di TBC all’interno della Scuola materna ‘Corrado Melone’ di Ladispoli. In pieno rispetto dei protocolli sanitari previsti tutti i soggetti a rischio sono stati contattati dal Servizio di Igiene e Sanità pubblica della ASL RMF e sottoposti agli accertamenti dettati dalle linee guida nazionali.”

Ma vediamo cosa è la TBC.

La tubercolosi (TBC) è una malattia infettiva causata da un bacillo denominato Mycobatterium tubercolosis che si trasmette per via respiratoria, attraverso le goccioline respiratorie emesse da un adulto o un adolescente con TBC polmonare primaria in stato cavitario e infettivo.

Va detto che una diagnosi di infezione tubercolare o di malattia tubercolare in un bambino è un evento sentinella che indica la recente diffusione del germe nella comunità frequentata dal piccolo, la famiglia, la scuola o altro, perchè la fonte di contagio, in genere, non sono i bambini, poco o per niente contagiosi, ma gli adulti e gli adolescenti. I bambini con meno di 12 anni, infatti, con una TBC primaria attiva raramente contagiano perchè le lesioni primarie sono piccole, l’eliminazione dei bacilli è scarsa e la tosse, se presente, è di modesta entità. Questo significa che più che dare la caccia ai contatti col bambino malato, ad esempio la scuola, occorre cercare soprattutto i contatti con l’adulto malato.

I protocolli utilizzati in questi casi dai Servizi Sanitari sono semplici ed efficaci: ricercare quei bambini e quegli adulti che abbiano avuto contatti stretti col malato; sottoporre questi dei test specifici che saranno poi esaminati da medici esperti dopo 48-72 ore ed, infine, in tutti i contatti cutipositivi eseguire una radiografia del torace e iniziare un trattamento farmacologico.

“Tutto si è svolto secondo quanto previsto dai protocolli di intervento e dalle procedure validate che tutelano la salute pubblica. –  proseguono dal Servizio Igiene Ambiente  – Nessun aspetto è stato trascurato grazie anche alla collaborazione dell’Amministrazione comunale, del  Dirigente scolastico, degli insegnanti e dei genitori dei bambini. La comunicazione immediata a tutti i soggetti coinvolti, in definitiva ha permesso un efficace intervento di medicina preventiva.”

I bambini con infezione o malattia tubercolare possono  comunque frequentare la scuola o l’asilo se stanno ricevendo la terapia. Possono tornare, senza pericolo per nessuno, alle attività regolari una volta che è stata decisa una terapia e questa sia effettivamente attuata.

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