Area Metropolitana. Interviene anche “Civitavecchia c’è”

31 luglio 2014

Il direttivo di “Civitavecchia c’è” interviene sulla questione dell’area metropolitana.

“Non bastavano alcuni politici locali,che hanno dimostrato talvolta incapacità ma,molto più spesso, una ingiustificata sudditanza nei confronti della “piovra” Roma.

Ci mancava anche il commissario del P.D. locale a caldeggiare l’entrata di Civitavecchia nella città metropolitana.

A prescindere dalla coerenza e quindi dalla credibilità della sig.ra Michela Califano, presidente del consiglio comunale di Fiumicino, che se siamo bene informati a sostenuto a lungo il distacco del suo comune da quello di Roma, in base a quale conoscenza  del territorio della storia e delle attitudini di questa che una volta era considerata una “ bella città d’incanto, la Califano si permette di sostenere che è un errore lasciare fuori dalla città metropolitana il comune di Civitavecchia (vedi “La Provincia” del 27.07.2014)?

L’errore per chi è per Roma o per Civitavecchia?

Su questo aspetto bisogna essere chiari,dal momento che, se la città metropolitana estesa fino al mare reca un vantaggio a Roma inevitabilmente sarà pregiudizievole per gli interessi di Civitavecchia.

La sig.ra Califano non vorrà farci credere , come già hanno tentato  e stanno tentando di fare altri politici locali del suo stesso partito, che una volta inserita nella città metropolitana Civitavecchia avrà la stessa dignità e lo stesso potere contrattuale di Roma. Al contrario , diventerà il municipio più lontano del centro, al quale riservare le servitù più gravose, senza possibilità di alcuna opposizione, perché a quel punto il territorio di questa città perderà  ogni autonomia e le decisioni che la riguardano dall’acqua, ai rifiuti, alle fonti energetiche etc saranno prese dal consiglio della città metropolitana nel quale la rappresentanza civitavecchiese, se pure ci sarà, difficilmente riuscirà a far sentire la sua voce.

Siamo profondamente convinti che la legge istitutiva della città metropolitana rappresenti l’ultima occasione per Civitavecchia di riappropriarsi della propria storia e della propria autonomia, lasciando a Roma, che da tempo aspira a divenire anche una città marinara, il compitodi restare, invece, una città dell’ hinterland, costretta a rivolgersi ad altre realtà per avere uno sbocco a mare.

Soltanto in questo modo Civitavecchia riacquisterà la dignità che merita ed un potere contrattuale, anche nei confronti della capitale che, in caso contrario non riuscirebbe mai ad avere.

Ci auguriamo, pertanto, che il sindaco Cozzolino, lasciando da parte le chiacchiere dei politici, portatori occulti di interessi non ben definiti, voglia, quanto prima risolverlo nell’interesse di tutta la comunità civitavecchiese”.

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