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Acqua pubblica, Cozzolino e Manuedda: “Ignorata la volontà popolare. Valuteremo le prossime azioni”

17 maggio 2017

“È sconcertante e, sinceramente, inaccettabile apprendere dalla sentenza del Consiglio di Stato che, secondo i giudici: “ACEA ATO 2 s.p.a. è una società a integrale partecipazione pubblica” – lo affermano il Sindaco Cozzolino e l’assessore Manuedda –  si tratta di un’affermazione oggettivamente infondata, che ignora clamorosamente la presenza del 49% di capitali privati all’interno della società controllante ACEA spa. e, di conseguenza, la reale natura di ACEA ATO2 s.p.a. quale soggetto che opera sul mercato con ovvie finalità di profitto e che, però, anche grazie a quest’ultima sentenza, si troverebbe ad avere in affidamento diretto la gestione del

servizio idrico anche in quei comuni, come il nostro, che ancora non era riuscita a risucchiare. La volontà popolare espressa nel Referendum del 2011 ha lanciato un messaggio di una chiarezza esemplare: “L’acqua non è una merce e, pertanto, la sua gestione deve essere integralmente pubblica”. Da allora, è iniziata una capillare opera di demolizione di quello straordinario successo referendario da parte del Governo nazionale e, nel nostro caso, della Regione Lazio che, con l’Amministrazione Zingaretti, ha prima approvato e poi lasciato ad ammuffire, lettera morta, la Legge n. 5 del 2014 “Tutela, governo e gestione pubblica delle acque”, nata dall’iniziativa dei comitati e dei Comuni per l’Acqua Pubblica. La sentenza pubblicata ieri, per i riferimenti normativi in essa contenuti, è indubbiamente figlia dell’ostinazione con la quale il Legislatore, ai vari livelli, ha voluto stracciare l’esito del Referendum, aprendo definitivamente la strada alla trasformazione di Acea in un mostro a più teste destinato a dominare nell’Italia centrale.

Ora avvieremo un confronto in maggioranza e con il Movimento 5 Stelle regionale e nazionale per verificare quali potranno essere i prossimi passi e, già questa mattina, abbiamo attivato i contatti con gli altri Comuni che insieme a noi hanno iniziato questa battaglia legale perché ci teniamo ad analizzare anche con loro e con Movimenti per l’Acqua Pubblica gli effetti della decisione del Consiglio di Stato.

 

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